"Scivolano maestosi, su praterie verdeggianti e attraverso foreste di giada. In banchi lucenti, danzano ai ritmi della vita, portando pace e meraviglia a tutti coloro che osservano. Dentro questo scenario acquatico, c'è un mondo".

Impossibile rimanere indifferenti alla travolgente bellezza di un acquario naturale. Subito si è avvolti dal senso di calma e pace che trasmette. Scaturisce il desiderio di replicare, tra i vetri di una vasca, la meraviglia della natura. Questi sono i miei tentativi...


14 novembre 2009

"Breath of spring" (150 l.) - Hemigrammus erythrozonus I

Cambio della guardia tra gli inquilini della vasca, le Moenkhausia sanctaefilomenae erano affette da una grave batteriosi e sono state sostituite da una trentina di Hemigrammus erythrozonus. Al più presto posterò un'immagine della vasca che è anche in fase di trattamento con Eritromicina per tentare si sconfiggere una recrudescenza di cianobatteri.

13 novembre 2009

10 novembre 2009

IAPLC2009 - Reportage ADA Nature Aquarium Party 2009, Tokyo


Tutto è cominciato in un giorno di fine agosto durante una breve vacanza in montagna con la mia famiglia. E' mattino presto, sto partendo per un'escursione sulle Dolomiti trentine quando uno squillo del telefonino mi mette in comunicazione con il Giappone. Dall'altro capo dell'apparecchio, in un inglese con forte inflessione nipponica, un impiegato dell'Ada, la celebre azienda giapponese di prodotti per acquaristica creata dal maestro Takashi Amano, si complimenta con me per il risultato ottenuto nel da poco concluso “International Aquatic Plant Layout Contest 2009”, il più prestigioso concorso internazionale per acquari naturali di piante. In verità non è che abbia ottenuto chissà quale piazzamento, la mia vasca si è classificata al 94° posto della classifica generale, su un totale di 1.342 partecipanti da 51 paesi di tutto il mondo. E' comunque un risultato tale da farmi meritare un posto tra gli “Winning works” ossia i primi 127 classificati. Non male considerando che si è trattata della mia prima partecipazione in assoluto ad un contest di questo tipo. Il cortese interlocutore vuole sapere se ho intenzione di partecipare al Party di premiazione dell'evento che si sarebbe tenuto a Tokyo di lì ad un paio di mesi. Già avevo ricevuto una mail con lo stesso invito che avevo declinato per ovvi motivi di costi e distanza, per cui la telefonata mi stupisce ancora di più, confermo comunque la mia enorme soddisfazione per il risultato ottenuto, e la mia altrettanta intenzione, seppur a malincuore, di rinunciare a presenziare alla cerimonia, rinnovando l'appuntamento con il concorso del prossimo anno per il quale ho giusto da poco avviato la preparazione di una nuova vasca. Mi metto a chiacchierare con i miei familiari della cosa ed ecco che arriva la proposta da parte dei miei genitori di andare all'evento, “perché no?” mi dicono, “quando ti ricapita un'opportunità così? Se decidi di andare ti diamo una mano noi...” (al di là della passione acquaristica il Giappone è una mia antica passione da sempre) ed eccomi che, dopo un piccolo meeting familiare con moglie e figlio, son già lì che mi riprometto, non appena tornato a casa dalla montagna, di informarmi ed approfondire la cosa per vedere se è realizzabile. Una volta a casa, per alcuni giorni il Pc monopolizza la mia attenzione. Mi informo su tutto, soprattutto i costi e logistica e scopro molte cose sorprendenti. Il prezzo del biglietto è molto più basso di quello che immaginavo, i prezzi di hotel e ristoranti sono molto calati in questi ultimi anni, che per il Giappone sono stati di dura crisi economica, fino ad allinearsi a quelli europei o essere in alcuni casi addirittura più convenienti. Non ultimo, cerco di reperire il massimo delle sicurezze possibili sull'alimentazione, poiché essendo afflitto da un'importante intolleranza alimentare, avrò bisogno della massima tranquillità possibile in fatto di cibo. Ed ecco che quello che era solo un sogno, a lungo cullato, diventa improvvisamente realtà, anche grazie alla collaborazione del mio responsabile al lavoro che mi garantisce la massima disponibilità per i giorni in cui sarò assente. I giorni che mi separano dalla partenza saranno dedicati alla ricerca delle maggiori informazioni possibili visto che ho organizzato un viaggio della durata di una settimana con l'intenzione di visitare Tokyo, partecipare alla cerimonia e se possibile lasciare spazio ad un'escursione in una città vicina. Sicuramente il desiderio sarebbe di visitare la sede dell'Ada a Niigata a circa tre ore di treno (naturalmente uno Shinkansen o “treno proiettile”) da Tokyo, ma l'ipotesi viene subito accantonata poiché la Gallery sarà chiusa nei giorni della mia permanenza in Giappone per consentire una manutenzione straordinaria in vista della visita dei partecipanti alla cerimonia che è in programma due giorni dopo l'evento. Nonostante la gentile funzionaria dell'Ada Miyuki Yano, che si occupa delle iscrizioni e dell'assistenza ai partecipanti al party, faccia di tutto per organizzarmi una visita “privata”, decido alla fine di rinunciare e utilizzare il giorno libero per effettuare un'escursione a Kyoto. Il luogo prescelto per l'avvenimento è il “Tokyo International Forum”, un edificio dall'architettura avveniristica e ardita, evoca una fantastica nave di vetro che solca le vie situate tra Ginza, vicino alla stazione JR di Yurakucho, e la centralissima Tokyo Station, ed è un'importante luogo di convention e fiere, ospitando al suo interno, a diversi livelli, anche una biblioteca, gallerie d'arte, caffè e negozi.




Alcune vedute del Tokyo International Forum
Arrivo in buon orario alla reception e mi viene consegnato il badge d’ingresso con il nome scritto in entrambi gli alfabeti, giapponese ed occidentale, una spilla celebrativa dell’evento e il programma della giornata e l'auricolare con trasmettitore che mi consentirà di usufruire della traduzione simultanea in Inglese. Vengo avvicinato da Shunsuke Endo, altro gentile e giovanissimo funzionario di Ada che mi ha assistito durante la pianificazione dell'appuntamento e che mi rassicura subito sul fatto che abbiano solertemente provveduto anche alle mie necessità alimentari. In fila davanti a me c'è il folto gruppo di concorrenti vietnamiti fra i quali è presente il giovane vincitore assoluto del contest, mr. Nguyen Tien Dung e numerosi altri premiati. Sono radiosi nei loro vestiti nuovi di zecca, sopratutto le donne che li accompagnano nei loro abiti di foggia tradizionale. Con grande sorpresa scoprirò poi che una delle ragazze è la traduttrice del gruppo, mentre un’altra è proprio la concorrente mrs. Nguyenthi Xuanthuy che si è classificata all'ottavo posto assoluto, creando durante la cerimonia di premiazione notevole imbarazzo da parte di Takashi Amano, il quale durante la descrizione della vasca ha più volte espresso la sorpresa per il fatto che un layout di tale portata fosse stato realizzato da una donna (!). Nella sala d’aspetto vedo già molte facce note del panorama acquariofilo internazionale (alcuni membri del gruppo Cau tra cui il noto Chow Wai Sun, e il folto gruppo di rappresentanti polacchi che indossano polo bianche con l'aquila ricamata sulla schiena create appositamente per l'occasione, capitanati dal celebre Adam Paszczela, tra di loro anche Szymon Fiedorowicz 23°, alla sua prima partecipazione in assoluto ad un contest e Artur Frankowski, 25°) e sento parlare diverse lingue, l’atmosfera è davvero internazionale. Ci sono americani (tra loro Mike Senske, pioniere del metodo Ada negli States), indiani, Australiani e un sacco di orientali, dalla Malesia, Hong Kong e Singapore in particolare, per l'Europa vicino a me ci sono due rappresentanti spagnoli e il dott. Davide Chiacchio e Francesco Nardelli di Aquafrontiers, che rappresenta l'Ada in Italia e gran parte d'Europa. Ci introducono nel salone al piano superiore dove si svolgerà l’evento. E' una sorta di teatro/studio televisivo con una platea digradante davanti ad un palco con maxischermo a sinistra del quale c'è un piccolo podio per i presentatori e il lungo tavolo che ospita i giurati presenti. A destra un tavolino che poi sarà oggetto di un comico e tutto “giapponese” siparietto.

La sala dove si è tenuta la premiazione

I presentatori della serata, a sin. Miyuki Yano
In perfetto orario, e non poteva essere altrimenti, alle 13.30 si comincia. Con la presentazione in giapponese e di Miyuki Yano in inglese, vengono introdotti i giudici e sul tavolo principale si accomodano i giapponesi mr. Mitsuo Yamasaki, mr. Hiroshi Yamada, mr. Ajime Ozaki e il maestro Takashi Amano. Vicino a loro mr. Huang Yu-Fa di Taiwan e con un video messaggio, anche il giudice tedesco Bern Degen manda il suo saluto. Sono presenti anche il giudice polacco Pawel Szewczak e Johnson Wai di Hong Kong. Mr. Ozaki tiene un breve discorso di benvenuto sottolineando in particolare come sia soddisfatto nel fatto che nonostante la generalizzata crisi economica internazionale, il contest Ada non perda colpi, i suoi concorrenti aumentino ogni anno così come le nazioni coinvolte.

Mr. Ozaki fa gli onori di casa

Il tavolo dei giudici, da sin. Yamasaki, Yamada, Ozaki e il maestro Amano

La slide che visualizza l'enorme mole di adesioni da tutto il mondo
Si inizia con la presentazione e il commento delle 20 vasche vincitrici degli “Honor prize”. A palco vuoto scorrono sullo schermo le immagini e i giudici, a turno, in un tempo massimo di un minuto esprimono il loro commento. Sono veri e proprio capolavori inediti, poiché l'Ada aveva posto un severo embargo alla pubblicazione sul web di qualsiasi foto di vasche premiate e soprattutto quelle orientali sono state per molti impossibili da vedere. I flash e le macchine fotografiche scattano a ripetizione, le telecamere riprendono, anche quelle di un paio di televisioni locali, e il pubblico a volte non si trattiene dall'applaudire a scena aperta. E' questo il momento in cui viene svelata la vasca del nostro Pasquale Buonpane, 21° classificato e miglior rappresentante non asiatico in assoluto, che riceve il commento di mr. Ozaki. Il giudice giapponese spiega di non aver personalmente collocato la vasca di Pasquale tra le sue preferite in quanto rappresentante a suo giudizio un “landscape” terrestre e non un “aquascape”, nonostante la disposizione delle pietre si armonica e corretta. E' questo un punto che ha diviso molto i giudici in generale, e su molte vasche, è bene notarlo. C'è stata un netta divisione tra chi apprezza solo i layout più tradizionali in senso stretto, e chi premia anche le realizzazioni più paesaggistiche.

  Il momento di “Oriens et Occasus” di Pasquale Buonpane

Tetsuo Harada, Giappone, “Over the blue”, al 15° posto. Per Osaki un iwagumi “simile a soldati su un campo di battaglia...”

“Treasure” di Cliff Hui, Hong Kong, 13°, per Amano “troppo sbilanciata l'enorme parte sinistra...

“Ups and Downs” di Nguyenthi Xuanthuy, Vietnam, 8° posto, Amano “stupito dal fatto che sia stata realizzata da una donna...”
Durante queste presentazioni avviene il buffo siparietto comico prima accennato. Come detto i giudici hanno un minuto a testa per parlare e con efficienza tutta nipponica per aiutarli nel rispetto di tale limite, dal tavolino opposto due impiegati Ada espongono cartelli tipo partenza di formula1 indicanti ai giudici il tempo rimasto per non sforare e allo scadere dei 30, 10 e 5 secondi viene addirittura suonato un campanellino. La cosa suscita molta ilarità specialmente tra il pubblico non orientale e i giudici stessi hanno approcci diversi, Amano non sgarra neanche di un secondo, piuttosto si interrompe precipitosamente, Yamada sfora in continuazione e il campanellino suona ripetutamente con grande divertimento del pubblico, mente lui imperterrito prosegue senza accorgersene.

Ecco i “tempisti” della serata
E’ poi il turno delle vasche che hanno meritato i riconoscimenti bronzo (3), argento (2), e oro, in questo caso i concorrenti vengono chiamati sul palco ed ascoltano i commenti dei giudici, poi leggono brevemente una descrizione del lavoro che hanno svolto affiancati secondo le necessità da un traduttore.

  Bronzo per “Towering Peaks” di Chow Wai Sun, Hong Kong, “alla sua prima realizzazione con pietre...”

Argento per “Awakening” di Josh Sim KH, Malesia, “ha voluto riprodurre una tipica foresta malese...”

Argento anche per “Time of eternity” di Yuji Yoshinaga, Giappone, per Osaki “non è affatto nei canoni di un iwagumi, troppe pietre e troppo grandi...

Foto 17 didascalia: Oro per Chan Shin Hsien, Taiwan con “Magic forest”
E’ il momento del “Gran Prize work”, scattano gli applausi per una vasca a mio giudizio splendida dal titolo “Moment in time”, molto tradizionale nella composizione, con legni davvero armoniosi nell'accostamento e originali nelle forme e con piante in perfetta salute. Il commento spetta al maestro Amano, che non sembra convintissimo ed esprime critiche al legno principale, dicendo che sembra un serpente o una zampa di T-Rex ma la cui forma “sgraziata” è compensata dagli altri legni arcuati di contorno e dalla perfetta potatura delle piante, è comunque la vasca a cui mr. Amano ha assegnato il suo punteggio massimo (199 su 200). il concorrente vietnamita racconta che la vasca rappresenta la rinascita della natura nel suo paese, la cui foresta è stata devastata e bruciata dalla guerra. La Lugwigia brevipes sullo sfondo rappresenta proprio la foresta in fiamme.

Ecco il meritatissimo Grand Prize

Il vincitore affiancato dalla traduttrice
Alle 15.20 dopo una pausa di una decina di minuti si ricomincia con la conferenza del maestro Amano tesa a dare suggerimenti e a correggere errori per le future realizzazioni dei partecipanti. A questo proposito vengono analizzati una ventina di “Winning works” tra cui sorprendentemente anche il mio, senz'altro una cortesia e un onore molto graditi. I concorrenti, se presenti in sala, vengono invitati ad alzarsi e a ricevere l’applauso della platea. Amano illustra molti errori, alcuni chiaramente visibili a tutti, altri molto più tecnici: troppa simmetria, troppi legni, troppe pietre, troppa ombra sui legni, cattiva inclinazione, mancanza di armonia in generale. Addirittura una penalizzazione al concorrente arrivato secondo lo scorso anno per avere ripresentato una vasca molto simile, la cosa non ha molto convinto la platea che chiamata a votare per alzata di mano sulla correttezza o meno di questa penalizzazione è parsa propendere più per la non assegnazione inducendo Amano a tagliare corto spiegando che un concorrente che ha meritato uno dei premi maggiori, l’anno successivo deve presentare una vasca completamente diversa per poter ambire ancora ad un piazzamento di alto livello. Ecco di seguito qualche immagine con i commenti sintetici di Takashi Amano.

“Troppo solo...” questo monte di Kazutaka Murase, Giappone

“Troppi legni e inclinati dalla parte sbagliata (in ombra) per il numero 39

“Troppo laterali i due gruppi...” per la 44

“Troppo simmetrici i gruppi di legni...” per la 49

“Troppo dritti e harscape duro...” per la 78

“Troppe pietre e mal disposte ai lati...” per Mike Senske, USA, all'85 posto
Per quel che mi riguarda il maestro ha esordito dicendo che la mia vasca sembra realizzata da un giapponese e non da un italiano, un grande complimento ed onore per me, poi ha proseguito consigliando una più corretta disposizione delle pietre, mi tremavano un po’ le mani ma una foto sono comunque riuscito a farla.

Main stone in posizione migliorabile per la mia vasca, ma che emozione vederla sul maxi schermo...

Adam Paszczela al 100° posto

“Troppo spazio e sabbia, e legni che si fermano a metà vasca per questa bella realizzazione di Robertus Hortono, Singapore

La discussa penalizzazione per Yutaka Kanno, Giappone
Arriva il momento della consegna ufficiale dei premi. Dapprima un paio di riconoscimenti speciali assegnati dall'artista visivo Takashi Murakami e da un appassionato plantacquariofilo giapponese che gestisce un seguitissimo sito e blog tematico. Poi i premi veri e propri. Vengono prescelti un giapponese e uno straniero in rappresentanza di tutte le 125 vasche della categoria “Winning works”. Poi i premi maggiori con la salita sul palco, la consegna del certificato, della targa metallica e del premio in denaro. Per le cifre più grosse tale premio è sotto forma di gigantesco assegno. Il tutto si svolge con un rituale molto formale, inchini, proclamazione ad alta voce dei nomi (non senza difficoltà evidenti per quelli stranieri) in una coreografia tutta Giapponese nel suo ordine e serietà. Il vincitore è apparso veramente al settimo cielo e per lui anche una corona d’alloro e inno nazionale con tutti i concorrenti vietnamiti sul palco a cantarlo e platea in piedi.








Le premiazioni delle “top tanks”
Si è così conclusa la parte più formale della cerimonia e ci siamo tutti trasferiti ad uno dei piani inferiori del Tokyo International Forum dove sono ospitati molti ristoranti per il buffet e la festa. Qui l’atmosfera si è completamente sciolta, sono state stappate numerose bottiglie, levando i bicchieri al coro di “Kanpai”, il tradizionale brindisi giapponese. E' questa l'occasione per mescolarsi agli altri appassionati, scambiarsi opinioni, indirizzi e fotografie. Ho conosciuto Adam Paszczela, Robertus Hartono il popolare “Shadow” moderatore di AquaScaping World, Josh Sim KH il malese classificatosi all'argento e scambiato quattro chiacchiere con i concorrenti polacchi; poi tutti si sono buttati sul buffet che io ho condiviso con il gentile Shunsuke Endo che ha avuto la pazienza di assistermi nel mio pasto “speciale” e di chiacchierare un po' con me su aspetti del suo lavoro di funzionario all'Ada, di Takashi Amano ed anche di sport, Italia e vita in Giappone.




Alcuni momenti del buffet
Con sorpresa ho saputo di essere stato selezionato per prendere parte all'”iwagumi challenge”. E’ stata una cosa buffa e faticosa, ho fatto una mega sudata e in 20 minuti insieme ad altri 5 concorrenti, ho dovuto allestire una composizione di pietre in un tempo limitato. Il tutto in una bagarre totale, con telecamere che andavano e venivano, fotografi, presentatore con tanto di mega cravattona che urlava incitando i concorrenti e spettatori che cercavano di consigliare in ogni modo i realizzatori. Sono stato totalmente preso alla sprovvista alla partenza per la scelta delle pietre, non immaginavo una concitazione simile e mi sono arrangiato un po’ con quello che era rimasto. Comunque c’erano pietre a sufficienza per tutti anche se naturalmente quelle dalla forma più attraente sono sparite in un batter d’occhio. Al termine della maratona i giudici hanno valutato le composizioni che nel frattempo erano state illuminate con le plafoniere e poi c’è stata la proclamazione dei risultati. All’inizio non mi pareva di avere fatto poi una gran brutta realizzazione, e avevo anche già fatto i miei complimenti alla ragazza al mio fianco per il suo lavoro che mi pareva tra i migliori, poi mi son dovuto ricredere in quanto mi sono miseramente classificato ultimo. Devo dire che mi sono contrato con concorrenti di livello internazionale e questo mi ha fatto onore e piacere, inoltre il mio concetto di composizione di pietre è evidentemente ancora troppo occidentale per questi livelli, qui andava realizzato un iwagumi vero e puro senza pensare alle piante e al resto. Con il senno di poi avrei certo potuto fare qualcosa di diverso, ma vi confesso che ero tremendamente emozionato e frastornato dalla confusione; ovviamente anche gli altri concorrenti con maggior calma avrebbero fatto di meglio, in particolare la ragazza che tutti pronosticavano come vincitrice, si è classificata poco distante da me (allora è vera sta storia del maschilismo...) tutti ridevano di gusto. Mi sono comunque divertito molto ed emozionato. Il primo concorrente ha vinto una lampada Grand Solar I, poi altri premi minori (forbici, pinze prodotti per la manutenzione ecc.) per tutti gli altri. Mi sono anche dovuto sottoporre ad un’intervista con una Tv Giapponese ed alle foto di rito, poiché l’evento sarà pubblicato su Aqua Journal e quindi farò concorrenza al grande Pasquale nel ricevere questo quanto mai immeritato onore. Il maestro Amano ha comunque commentato il risultato dell'iwagumi challenge osservando quanto ogni anno il livello si alzi sempre più anche per questo tipo di sfida.

 
 
 
 
 
 
 
Alcune immagini dell'"iwagumi challenge"
Dopo alcune ripetute bevute, chiacchiere e fotografie e i discorsi beneauguranti dei giudici, tutti unanimemente soddisfatti dell’alto numero di applicazioni al contest e del fatto che la crisi non abbia fermato la passione internazionale, è stato annunciato che l’hanno prossimo in occasione del decennale del contest la cerimonia e il party di premiazione non si effettueranno più a Tokyo ma direttamente a Niigata. Gli obiettivi sono importanti e si vorrebbe sfondare il tetto delle 2.000 applicazioni. Come tradizione con il canto a squarciagola e il relativo balletto di tutti gli impiegati Ada si è conclusa la cerimonia. Ai concorrenti presenti è stata distribuita una copia del booklet sul concorso. E' stato un momento particolarmente emozionante per me vedere la mia vasca tra le prime pagine di questo libro che per anni ho acquistato e sfogliato con passione.

 Sulle note di “Ue o muite arukoo” si conclude la festa.
Ho salutato le tante persone conosciute, soprattutto i cortesissimi Miyuki Yano, Shunsuke Endo e Nardelli e Chiacchio, quest'ultimo in particolare devo ringraziare per il supporto fotografico e la simpatia. Sono tornato a farmi risucchiare dalla tentacolare megalopoli con uno strano senso di soddisfazione e stupore nell'accorgermi di quanta strada, nel senso letterale del termine, mi ha fatto fare questa passione che noi tutti condividiamo. Passione che, come già notato in occasione dell'evento “Takashi Amano a Roma” del maggio scorso, ha dimostrato di saper unire persone di culture e provenienze così diverse. Non so se un'occasione così ricapiterà mai, certo quella che mi è stata concessa l'ho davvero goduta a pieno.